La dominazione longobarda, attorno al decimo secolo, porta Parete a far parte del Ducato di Capua; poi, con il governo normanno, passa al Ducato di Aversa, infine al reame di Napoli.
E' da far collocare nell'età angioina l'elevazione del casato al rango di feudo e la successiva costruzione del Palazzo Ducale tuttora visibile.
Il numero ragguardevole dei signori che si succedono nel tempo inducono i più a cercare delle spiegazioni plausibili. Una risposta può essere ricercata nella posizione geografica che occupa il paese: la relativa vicinanza a Napoli, da sempre tra i centri più importanti del Mediterraneo e al Mar Tirreno, l'aria salubre e rigeneratrice, il clima mite, che caratterizza tutto l'anno, la fertilità dei terreni, assoggettabili a diverse colture, l'estensione territoriale del feudo, più ampia di quella dell'odierno territorio comunale, costituivano attrattive alle quali difficilmente si poteva dire di no.
Tra i vari nobili venuti a contatto con la piccola realtà paretana si ricordano Francesca Mombel, moglie di Carlo della Noy valente generale dell'esercito di Carlo V, imperatore degli Asburgo, e Francesco Moles celebre diplomatico vissuto nel XVII secolo con esperienze alle corti di Spagna e Portogallo. Ecco cosa scrive del nostro borgo Mons. Giovanbattista Pacichelli, teologo, giurista, diplomatico, uomo di lettere e storiografo nel suo "Del Regno di Napoli in prospettiva", pubblicato nel 1703: Di PareteNel più fertile, et ameno sito della Campania Felice è situata la Terra di Parete otto miglia lungi da Napoli, e due d'Aversa, ella a tutte quelle che la circondano, non ha che cedere in fertilità di grani, vino, frutti, e tutto ciò ch'è necessario al sostegno dell'humana vita, adorna di giardini, belle strade, pianezza di sito, e buon genio d'habitanti; già fu posseduta dai signori Principi d'Avellino, et oggi è sotto il dominio dell'Eccellentissimo signor Reggente Moles, che se ne fregia col titolo di Duca.