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Parete
Parete, tranquilla cittadina agli estremi confini sud della Provincia di Caserta, si estende su una superficie territoriale di 5,75 kmq.
I numerosi reperti archeologici rinvenuti nei suoi dintorni fanno supporre, per il nostro paese, origini molto lontane nel tempo. Parete è probabilmente fondata dai coloni romani di Literno (oggi località Patria, nel comune di Giugliano, Napoli) o dagli stessi Liternini che, forse, a causa di contrasti con l'allora nascente Impero Romano sono costretti a lasciare la loro terra d'origine e a spostarsi verso zone più interne; tuttavia, la mancanza di documenti in grado di certificarne la nascita o, comunque, l'esistenza già in periodi così distanti, non conferma appieno quanto appena detto.         

La più antica fonte scritta a cui si può fare riferimento è datata anno 957 a cui segue una ancor più inequivocabile risalente al 964, in cui i principi di Capua, Pandolfo e Landolfo, concedono al monastero di San Vincenzo a Volturno alcuni terreni siti nel nostro casale.  E' impossibile riuscire a stabilire il nome con cui fu appellato quello che in principio era soltanto un piccolissimo villaggio: San Pietro rappresenta soltanto uno dei primi, e non l'unico come si crede erroneamente.

All'apostolo prediletto di Gesù, ancora oggi santo protettore del paese, è legata una leggenda secondo la quale il venerato discepolo, in viaggio da Pozzuoli verso Roma, decise di soggiornare brevemente nella nostra comunità. Durante tale periodo predicò la parola di Cristo ai pagani e gettò le basi dell'attuale Chiesa Madre, a lui più tardi intitolata. Con la fine della civiltà romana e l'inizio del Medioevo si apre una nuova fase non meno interessante dal punto di vista storico.
La dominazione longobarda, attorno al decimo secolo, porta Parete a far parte del Ducato di Capua; poi, con il governo normanno, passa al Ducato di Aversa, infine al reame di Napoli.
   E' da far collocare nell'età angioina l'elevazione del casato al rango di feudo e la successiva costruzione del Palazzo Ducale tuttora visibile.
Il numero ragguardevole dei signori che si succedono nel tempo inducono i più a cercare delle spiegazioni plausibili. Una risposta può essere ricercata nella posizione geografica che occupa il paese: la relativa vicinanza a Napoli, da sempre tra i centri più importanti del Mediterraneo e al Mar Tirreno, l'aria salubre e rigeneratrice, il clima mite, che caratterizza tutto l'anno, la fertilità dei terreni, assoggettabili a diverse colture, l'estensione territoriale del feudo, più ampia di quella dell'odierno territorio comunale, costituivano attrattive alle quali difficilmente si poteva dire di no.
Tra i vari nobili venuti a contatto con la piccola realtà paretana si ricordano Francesca Mombel, moglie di Carlo della Noy valente generale dell'esercito di Carlo V, imperatore degli Asburgo, e Francesco Moles celebre diplomatico vissuto nel XVII secolo con esperienze alle corti di Spagna e Portogallo. Ecco cosa scrive del nostro borgo Mons. Giovanbattista Pacichelli, teologo, giurista, diplomatico, uomo di lettere e storiografo nel suo "Del Regno di Napoli in prospettiva", pubblicato nel 1703: Di PareteNel più fertile, et ameno sito della Campania Felice è situata la Terra di Parete otto miglia lungi da Napoli, e due d'Aversa, ella a tutte quelle che la circondano, non ha che cedere in fertilità di grani, vino, frutti, e tutto ciò ch'è necessario al sostegno dell'humana vita, adorna di giardini, belle strade, pianezza di sito, e buon genio d'habitanti; già fu posseduta dai signori Principi d'Avellino, et oggi è sotto il dominio dell'Eccellentissimo signor Reggente Moles, che se ne fregia col titolo di Duca.
STEMMA ARALDICO
L'epoca della Restaurazione è, per l'Italia Meridionale, un sorgere continuo di gruppi o sette che con tutti i mezzi possibili lottano per la fine della tirannide borbonica e per l'Unità della Nazione, da Nord a Sud. Anche a Parete si sviluppa la Carboneria. Qui, tale Saverio Grassi guida gli Amici della Patria.  Dopo Garibaldi e la sua spedizione dei Mille, ecco l'annessione al Regno d'Italia di cui il paese segue tutte le vicessitudini politiche e sociali: dalla crisi di fine '800, culminata con l'uccisione del re Umberto I di Savoia all'avvento del Fascismo, dal crollo della Monarchia alla nascita della Repubblica. Nel corso del '900 la Comunità Paretana ha conosciuto un notevole sviluppo demografico, sino a raggiungere gli attuali 10.568 abitanti, e un forte accrescimento in ogni settore operativo.  Alla vocazione prettamente agricola, che fa leva sulle colture di melo, vite, fragole, si è affiancata, infatti, la voglia di esplorare un settore terziario dell'economia non avaro di rapidi mutamenti: una sfida che tanti concittadini, negli ultimi anni, hanno deciso di affrontare.


Lo stemma araldico del Comune di Parete sintetizza in maniera pressoché perfetta l'evoluzione storica, sociale, economica ed urbanistica del nostro paese.

Il covone di grano centrale simboleggia le svariate colture agricole, fonti primarie di vita per la nostra comunità.Le tre bande d'argento rappresentano le tre strade che hanno assicurato sviluppo e prosperità sin da epoche antichissime.

La prima striscia rimanda alla Via Campana che collegava Pozzuoli a Capua ed attraversava il nostro territorio. L'apostolo Pietro se ne servì per arrivare a Roma.

La seconda fa riferimento alla Via Antica che passava per le località di Santojanni, di Scarupita e di Scarafea prima di giungere a Literno, l'attuale Patria.La terza collegava i casali di Casapesenna, Torre di Pacifico e Ventignano.
L'intreccio dei rami di quercia e d'alloro, tenuti in un legaccio marrone, ricorda gli uomini illustri di Parete.Nella parte inferiore dello stemma, infine, una fascia di colore bianco reca il nome della nostra cittadina.
Palazzo Ducale - Anno 1900
Palazzo Ducale - Veduta laterale
Vendemmia - 1915
Piazza Municipio - 1949




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